Entertainment

Realizzalo semplice. Rendilo memorabile. Fai in modo che attiri l'attenzione. E che diverti. Leo Burnett

Sposa

Se la musica è il nutrimento dell'amore, continuate a suonare. William Shakespeare.

Cucina

Cibo per ogni occasione ...

Beauty

Un viaggio fatti di colori, sapori, sensazioni e voglia di relax. Per una pausa dai profumi indimenticabili.

Idee Chic

L'idea di creare questo blog nasce dal desiderio di condividere idee e ispirare un miglioramento della nostra vita quotidiana.

Showing posts with label cura. Show all posts
Showing posts with label cura. Show all posts

03/05/2012

Settimana Internazionale della tiroide

Avete problemi di ciclo irregolare, siete spesso stanche, infreddolite, stitiche, o un po’ depresse: avete mai pensato di fare un controllo alla tiroide? È molto importante, soprattutto in gravidanza.

Tra pochi giorni, tra il 18 e il 25 maggio, si terrà la giornata mondiale della tiroide, quest’anno intitolata “La tiroide è donna – La tiroide e la gravidanza”, per mettere l’accento  sulle malattie della tiroide, che colpiscono soprattutto le donne, con un picco dopo la menopausa.

Sono ancora pochi gli italiani che le conoscono (solo 1 su 5, come stabilito da un recente studio Doxa, commissionato da Ibsa Farmaceutici), eppure sono molto diffuse: pensate, per esempio, che la diffusione dell’ipotiroidismo, la più frequente disfunzione tiroidea, è pari a quella del diabete (5%), invece molto più noto: 2,5 milioni di persone. Spiega Aldo Pinchera, studioso di fama internazionale, Professore Emerito di Endocrinologia all’Università di Pisa:
Il problema che ne consegue è che una malattia come l’ipotiroidismo, che consiste in un rallentamento delle funzioni della tiroide, non viene percepita come “malattia” debilitante, al contrario di quello che afferma chi invece ne soffre.

Anzi, spesso viene diagnosticata in ritardo, solo dopo aver escluso tutto il resto, e addirittura il 70% degli intervistati dichiara di non aver mai effettuato un controllo sulla tiroide. Questo perché i sintomi di una malattia come l’ipotiroidismo sono subdoli e facilmente scambiabili per altro. Lo spiega bene Paolo Vitti, Professore ordinario di Endocrinologia all’Università di Pisa:
Chi di voi non ha mai avuto alcuni di questi sintomi? Non vogliamo fare allarmismo, solo portare l’attenzione sui messaggi che il nostro corpo ci lancia: se avvertite uno stato di eccessiva difficoltà per troppo tempo, forse è meglio fare una visita dal medico e farsi prescrivere qualche esame del sangue.

Per scoprire eventuali anomalie della tiroide, infatti, basta un semplice prelievo con cui analizzare il livello degli ormoni prodotti dalla tiroide (T3, T4) e dell’ormone tireostimolante TSH prodotto dall’ipofisi in accordo con la produzione dei primi due: aumentando per compensare una carenza, diminuendo per arginare un’abbondanza.

Se ci avete fatto caso, la ginecologa ve li ha prescritti fra i primi esami da effettuare in gravidanza e vi ha fatto ripetere il controllo più in là con la gestazione.

Per fortuna spesso le disfunzioni della tiroide sono curabili senza troppe difficoltà: nel caso di ipotiroidismo, per esempio, la terapia di basa sull’assunzione di levotiroxina, un ormone sintetico che riequilibra il livello di ormoni tiroidei nel sangue, dando una mano alla tiroide. Una terapia ormonale sostitutiva in uso con successo già da qualche anno.


30/04/2012

Cancro al seno: come riconoscerlo?

Tra tutti i tumori, il cancro al seno è il più frequente nella donna. Con più di 30 000 nuovi casi all’anno in Italia, il cancro al seno tocca una donna su otto nel corso della vita. 

Fattori di rischio
E’ possibile identificare alcuni fattori di rischio (una donna che presenta questi fattori ha una probabilità maggiore rispetto a un’altra di sviluppare un cancro al seno).
Più si invecchia, più il rischio aumenta: i 2/3 delle donne affette da tumore al seno hanno effettivamente superato i 50 anni.
Primo fattore, la storia familiare o familiarità: un cancro al seno di un parente di primo grado, madre o sorella, moltiplica il rischio di ben quindici volte.
I cancri ereditari sono rari: solo il 5 % delle donne che soffrono di cancro al seno hanno una predispozione genetica trasmettibile di madre in figlia.
La storia personale è un altro fattore scatenante: il rischio di apparizione di un secondo cancro al seno è di 4-5 volte maggiore rispetto alla media.
Anche l’impregnazione ormonale influisce. Ovvero più è forte e prolungata, più il rischio è elevato. Inoltre l’assenza di gravidanza, una pubertà precoce o una menopausa tardiva sono circostanze che favoriscono l’insorgenza di un cancro al seno.


Altri possibili fattori di rischio:
•    Lo stile di vita occidentale;
•    Un’alimentazione ricca di grassi animali e carente in fibre, frutta e verdura;
•    L’obesità aumenta i tassi di estrogeno e dunque il rischio di cancro al seno.

Al contrario, alcuni fattori che potrebbero limitare il rischio di cancro al seno sono, ad esempio, una vita attiva, l’allattamento al seno e una dieta equilibrata.

Diagnosi precoce
La maggior parte di questi tipi di tumori sono scoperti dalle stesse donne. Così, è importante che tu ti accorga dei cambiamenti naturali del seno durante il ciclo mestruale. Presta attenzione ai seni quando ti spogli o fai un bagno… Raccomandazione: non stare sempre in ansia, non c’è bisogno di controllare il seno ogni giorno. Procedi saltuariamente ad autopalpazioni, e se sei ansiosa perché hai rilevato un cambiamento, non aspettare, parlane al tuo medico.


Sintomi da non sottovalutare
La prima cosa da tenere sott’occhio è l’aumento della taglia del seno. Nella maggior parte dei casi si tratta di rigonfiamenti benigni che non corrispondono a tumori, ma a cisti o ad un adenoma fibroso. Tuttavia, per prevenzione, contatta il tuo medico appena noti anomalie del genere.


Altri indizi da tenere sotto cotrollo:

•    Un cambiamento di taglia e forma dei seni;
•    L’apparizione di pelle a buccia d’arancia, di rotondità;
•    Anomalie della pelle, come fossette o rughe in superficie;
•    La mammella si restringe;
•    Una piccola bolla, un nodulo –palpabile a partire da 1cm- che prima non c’era;
•    Un ingrossamento o gonfiore sotto l’ascella;
•    Perdite dalla mammella o rossori; ma questi ultimi due casi sono molto rari.

Il dolore non è, in sé, un sintomo del cancro al seno. Infatti, molte donne hanno dolore ai seni quando si avvicinano le mestruazioni.
Sebbene l’esame al seno ti possa angosciare, soprattutto dopo aver avvertito sintomi anomali, non esitare a contattare il tuo medico. Raramente si tratta di un cancro, ma se dovesse essere il caso ricorda che più la diagnosi sarà precoce, più il trattamento sarà efficace.

Diagnosi attraverso esami specifici
Se sei soggetta a uno o più fattori di rischio, pensa all’eventualità di un cancro e sottoponiti agli esami e alle visite che il tuo medico ti consiglia.

La mammografia permette di riconoscere un cancro al seno ancor prima che diventi palpabile. E’ un esame che deve essere sistematicamente ripetuto ogni tre anni a partire dai 50 anni, ma anche prima se questi famosi fattori di rischio sono presenti, anzi dovrebbero invogliarti a consultare un medico.
Una mammografia è una radiografia ai raggi X di entrambi i seni. Durante l’esame, il seno è leggermente compresso tra due placche metalliche. Questo esame dura solo qualche minuto ed è indolore.
Solo la palpazione e la mammografia permettono di scoprire un piccolo tumore. Molti Paesi infatti hanno un programma nazionale di controllo per combattere e prevenire il cancro al seno. Grazie alla localizzazione di questo tumore, così come per altri, una diagnosi precoce è una chance in più di buona riuscita.

Twitter YouTube Facebook
Standard Image Banner 300 x 250