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13/12/2012

I cibi anti-freddo



Sciarpa, guanti e vaccino per proteggersi dal freddo? Non solo! Il segreto del benessere invernale passa anche attraverso l'alimentazione. Una dieta a basa di licopene, zinco (pesce o carne), frutta e verdura, oligoelementi e fibre, assicurerà al vostro corpo di trascorrere i freddi mesi invernali all'insegna del benessere. A sostenerlo, un rapporto rilasciato dagli esperti della Fondazione Istituto Danone. Annamaria Castellazzi, direttore del Centro interuniversitario di ricerca su immunità e nutrizione presso l'Università di Pavia, consiglia: "Come primo piatto si può privilegiare il condimento con una leggera salsa di pomodoro per offrire all'organismo il licopene, che ha un'efficace azione antiossidante. In alternativa una fetta di pizza, ovviamente sempre con pomodoro. Per secondo pesce dei nostri mari, particolarmente ricco di zinco (minerale che entra in gioco nei meccanismi di difesa dell'organismo) da consumarsi insieme alla verdura, per avere subito a disposizione sostanze antiossidanti, necessarie per aiutare il nostro organismo ad assorbire gli acidi grassi buoni del pesce. Ricchi di zinco sono anche carni, uova e legumi. Per il contorno meglio le verdure di stagione, magari della famiglia delle crocifere, come cavoli e cavolfiori, che hanno dimostrato di poter rinforzare il sistema immunitario. E poi frutta, dall'arancia al limone al mandarino, magari da gustare anche sotto forma di spremute colorate e gustose, per disporre di vitamina C. Non dimenticare, poi, di assumere probiotici, sostenitori del sistema immunitario proprio nel momento in cui siamo più esposti alle infezioni causate dai virus e che possono rappresentare un ulteriore sostegno anche per chi è stato vaccinato.

E infine liquidi, sotto forma di semplice acqua o passati di verdura". Il segreto, quindi, è quello di proteggere l'intestino dal freddo attraverso un'alimentazione integrata di stagione. Facendo ciò, assicurano gli esperti, aiuteremo il sistema immunitario a creare una vera e propria barriera contro le infezioni.

14/06/2012

Genitori si nasce o si diventa?


I nostri bambini per crescere in modo equilibrato hanno bisogno di guide amorevoli ed ogni genitore lo può diventare semplicemente facendosi condurre dal proprio piccolino, non sovrastandolo o superandolo

Quando si decide di avere un figlio, soprattutto se è il primo, non si sa con sicurezza a cosa si va incontro: lo sconvolgimento individuale, relazionale ed ideale che accompagna la nascita di una piccola vita umana è travolgente ed va aldilà di qualsiasi aspettativa.

Solo vivendo l’esperienza genitoriale si apprendono man mano abilità fino a quel momento nascoste e inattive.

Essere mamma e papà è quindi un ruolo che non si può insegnare poiché appartiene in modo naturale ad ogni essere umano.

Ciò che invece si può e si deve apprendere è la capacità di entrare in empatia con la piccola vita che sta fiorendo: solo in questo modo è possibile essere autentici genitori, ossia generatori di vita sia fisica che psichica, guide attente ma gentili, custodi di un amore incondizionato e puro.

Ma come è possibile entrare in empatia con un piccolo d’uomo così indifeso e spesso così incomprensibile agli adulti?

Ogni genitore prima, durante e dopo la nascita del proprio bimbo deve immedesimarsi in lui, deve calarsi nei suoi panni, deve riuscire ad osservarlo, a comprenderlo e ad amarlo in modo assoluto ed autentico.

Ecco che si comprende l’importanza di vivere serenamente ed in modo sano la gravidanza: il piccolino giace nel suo paradiso naturale e, in questo caso soprattutto la mamma, deve garantirgli una permanenza calorosa e tranquilla.

La nascita poi dovrebbe avvenire in modo dolce e rispettoso: il bambino verrà letteralmente catapultato in un mondo nuovo e chi lo accoglie per primo con le proprie mani deve trattarlo con cura, lentezza e devozione non con frettolosità e velocità.

Il contatto con la sua mamma deve essere immediato, prolungato e non ostacolato.

L’allattamento al seno come prolungamento del cordone ombelicale è un bisogno fondamentale del bambino e deve essere lui a guidarne la durata.
Sarà poi sempre il piccolino a far comprendere al genitore quando è pronto per parlare, per camminare, per allontanarsi da lui.
Manuali, consigli o professionisti non devono sostituirsi al bambino:
è lui stesso la risposta alle nostre domande!
Seguire e soddisfare i bisogni del bambino in questi suoi primi anni di sviluppo senza sostituirsi a lui e senza costrizioni o tirannie permetterà al bambino stesso di crescere secondo la propria natura e di sentirsi accolto ed amato senza se e senza ma.

Spesso noi genitori tendiamo a porci nei confronti dei nostri piccoli con un atteggiamento di superiorità e li osserviamo mediante i nostri pregiudizi e le nostre più radicate certezze: se riuscissimo invece a porci al loro altissimo livello riusciremo a guidarli nel loro percorso naturale ed il viaggio risulterà sicuramente più semplice, sereno e sorprendente che mai.

I nostri bambini per crescere in modo equilibrato hanno bisogno di guide amorevoli ed ogni genitore lo può diventare semplicemente facendosi condurre dal proprio piccolino, non sovrastandolo o superandolo.
La nostra cultura tende invece ad insegnare al genitore ad essere un maestro di vita che deve farsi rispettare: l’attenzione viene spostata sull’adulto e non sul piccolo che sta crescendo e che ci chiede sicurezza e trasparenza.
Ecco perché è auspicabile che i futuri genitori o chi già lo è diventato si spoglino di questa veste così costruita, innaturale ed egocentrica attraverso l’informazione, la comprensione, l’autocritica, la ricerca interiore, l’ammissione di dubbi ed errori, la devozione e la fiducia nei confronti dei propri figli.

Questa sì è un’abilità genitoriale da apprendere e riconquistare!




Fonte: www.tuttasalute.net

30/04/2012

Cancro al seno: come riconoscerlo?

Tra tutti i tumori, il cancro al seno è il più frequente nella donna. Con più di 30 000 nuovi casi all’anno in Italia, il cancro al seno tocca una donna su otto nel corso della vita. 

Fattori di rischio
E’ possibile identificare alcuni fattori di rischio (una donna che presenta questi fattori ha una probabilità maggiore rispetto a un’altra di sviluppare un cancro al seno).
Più si invecchia, più il rischio aumenta: i 2/3 delle donne affette da tumore al seno hanno effettivamente superato i 50 anni.
Primo fattore, la storia familiare o familiarità: un cancro al seno di un parente di primo grado, madre o sorella, moltiplica il rischio di ben quindici volte.
I cancri ereditari sono rari: solo il 5 % delle donne che soffrono di cancro al seno hanno una predispozione genetica trasmettibile di madre in figlia.
La storia personale è un altro fattore scatenante: il rischio di apparizione di un secondo cancro al seno è di 4-5 volte maggiore rispetto alla media.
Anche l’impregnazione ormonale influisce. Ovvero più è forte e prolungata, più il rischio è elevato. Inoltre l’assenza di gravidanza, una pubertà precoce o una menopausa tardiva sono circostanze che favoriscono l’insorgenza di un cancro al seno.


Altri possibili fattori di rischio:
•    Lo stile di vita occidentale;
•    Un’alimentazione ricca di grassi animali e carente in fibre, frutta e verdura;
•    L’obesità aumenta i tassi di estrogeno e dunque il rischio di cancro al seno.

Al contrario, alcuni fattori che potrebbero limitare il rischio di cancro al seno sono, ad esempio, una vita attiva, l’allattamento al seno e una dieta equilibrata.

Diagnosi precoce
La maggior parte di questi tipi di tumori sono scoperti dalle stesse donne. Così, è importante che tu ti accorga dei cambiamenti naturali del seno durante il ciclo mestruale. Presta attenzione ai seni quando ti spogli o fai un bagno… Raccomandazione: non stare sempre in ansia, non c’è bisogno di controllare il seno ogni giorno. Procedi saltuariamente ad autopalpazioni, e se sei ansiosa perché hai rilevato un cambiamento, non aspettare, parlane al tuo medico.


Sintomi da non sottovalutare
La prima cosa da tenere sott’occhio è l’aumento della taglia del seno. Nella maggior parte dei casi si tratta di rigonfiamenti benigni che non corrispondono a tumori, ma a cisti o ad un adenoma fibroso. Tuttavia, per prevenzione, contatta il tuo medico appena noti anomalie del genere.


Altri indizi da tenere sotto cotrollo:

•    Un cambiamento di taglia e forma dei seni;
•    L’apparizione di pelle a buccia d’arancia, di rotondità;
•    Anomalie della pelle, come fossette o rughe in superficie;
•    La mammella si restringe;
•    Una piccola bolla, un nodulo –palpabile a partire da 1cm- che prima non c’era;
•    Un ingrossamento o gonfiore sotto l’ascella;
•    Perdite dalla mammella o rossori; ma questi ultimi due casi sono molto rari.

Il dolore non è, in sé, un sintomo del cancro al seno. Infatti, molte donne hanno dolore ai seni quando si avvicinano le mestruazioni.
Sebbene l’esame al seno ti possa angosciare, soprattutto dopo aver avvertito sintomi anomali, non esitare a contattare il tuo medico. Raramente si tratta di un cancro, ma se dovesse essere il caso ricorda che più la diagnosi sarà precoce, più il trattamento sarà efficace.

Diagnosi attraverso esami specifici
Se sei soggetta a uno o più fattori di rischio, pensa all’eventualità di un cancro e sottoponiti agli esami e alle visite che il tuo medico ti consiglia.

La mammografia permette di riconoscere un cancro al seno ancor prima che diventi palpabile. E’ un esame che deve essere sistematicamente ripetuto ogni tre anni a partire dai 50 anni, ma anche prima se questi famosi fattori di rischio sono presenti, anzi dovrebbero invogliarti a consultare un medico.
Una mammografia è una radiografia ai raggi X di entrambi i seni. Durante l’esame, il seno è leggermente compresso tra due placche metalliche. Questo esame dura solo qualche minuto ed è indolore.
Solo la palpazione e la mammografia permettono di scoprire un piccolo tumore. Molti Paesi infatti hanno un programma nazionale di controllo per combattere e prevenire il cancro al seno. Grazie alla localizzazione di questo tumore, così come per altri, una diagnosi precoce è una chance in più di buona riuscita.

Timbrini con tappi di sughero e bottoni

Ecco per prima cosa l' elenco del materiale che vi occorre:
1) I vecchi bottoni che non pensate di riutilizzare su un capo di abbigliamento. Selezionate solo quelli che hanno forme o incisioni particolari (fiori, farfalle, frutti, ecc)
2) Tappi di sughero (o qualsiasi altra cosa che abbia una forma cilindrica - se è in plastica meglio ancora, così si ricicla!)
3) Inchiostro o tempere
4) Colla
5) Fogli di carta.


Il procedimento è davvero elementare: basta incollare i bottoni sui tappi. Per fare in modo che stiano dritti, fate un piccolo foro al centro del tappo, dove andrà ad infilarsi l'occhiello (la parte dove si fa passare il filo per attaccarlo alla stoffa).


Cosa avete creato? Dei timbri, naturalmente! Dei timbri unici che avrete solo voi!



Un piccolo suggerimento per concludere: potete far scegliere al vostro bambino uno stampino che rimanga solo suo (e fare la stessa cosa anche voi, perché no?).

Con i vostri timbri potrete personalizzare buste, lettere o inviti.

27/04/2012

Zuccheri e calorie? Si nascondono in succhi e frullati!

Se eravate convinti che i succhi di frutta fossero una salutare alternativa alle bevande gassate, meglio che cambiate idea in fretta, perchè potreste ritrovarvi con 450 calorie in più al giorno (ovvero, un quarto della dose giornaliera raccomandata per le donne e circa un quinto di quella per gli uomini).

>>Hai un rapporto corretto con il cibo?


A scoprire il dolce in eccesso in frullati, frappè e succhi vari è stato un sondaggio, condotto su 2mila britannici dagli studiosi dell'Università di Glasgow, che ha evidenziato come sia purtroppo prassi comune sottostimare l'apporto zuccherino nelle bevande.

>>Vitamine e sali minerali: sai inserirli nella dieta?

Un esempio? Il succo di melograno, che viene considerato una bevanda sana e dietetica, non contiene affatto 4 cucchiaini di zucchero (1 cucchiaino è pari a 4,2 grammi di zucchero) come erroneamente risposto dai partecipanti alla ricerca, bensì 18 in più, per un totale di 22 che, tradotto in calorie giornaliere, fanno appunto 450, che possono diventare ben 3,144 in una settimana. E stessi risultati negativi anche per il frappè al cioccolato (7,5 cucchiaini in più di quanto si creda), il succo d'arancia (7 in più), il succo di mela (4 in più) e il frullato (2 in più).

>>Alimenti, come sceglierli con cura

E se la metà degli intervistati ha ammesso di non compensare l'eccesso calorico delle bevande zuccherine assunte durante il giorno riducendo la quantità di cibo, quasi un quarto del campione ha detto di non tenere in alcun conto gli zuccheri delle bevande o il loro apporto calorico quando segue una dieta.

>>Calorie e memoria: mangiare troppo compromette l'efficienza mentale

«Questa analisi - ha spiegato Naveed Sattar, professore di medicina metabolica dell'Università di Glasgow - conferma che molte persone non sono a conoscenza dei livelli di alto consumo calorico presenti in molte bevande che vengono invece considerate salutari. Ecco perchè, per tenere sotto controllo il peso, è necessario ridurre l'apporto calorico di queste bevande zuccherine, rimpiazzandole con acqua o bevande dietetiche».


26/04/2012

Tutorial trucco primavera

Sono una fan di Clio su youtube, mi piace un sacco come trucca, qui vi lascio il video tutorial make up per primavera, 

Buon divertimento direi buon make up !!

Anteprima Collezione Sposa Primavera 2013 by Rivini

Anteprima della Collezione abiti da sposa primavera 2013 by Rivini ..

Qual'è il tuo preferito ??








21/04/2012

Bambini


Che bello sarebbe se potessimo essere mamme a tempo pieno con una brillante carriera ed i capelli sempre perfetti!

Invece, ai giorni nostri, essere genitori presenta delle grandi sfide, ed i figli hanno ancora bisogno tutto ciò di cui avevano bisogno quando potevamo permetterci di stare sempre a casa al loro "servizio".

In questa sezione, vi aiuterò ad assolvere al meglio al vostro dovere di mamma nel senso moderno del termine.

Mi aspetto anche di leggere tutte le vostre storie di esperienza quotidiana!

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